La compagnia del mare a sinistra
Non è un’espressione coniata da me, ma che ho sentito la prima volta in un’intervista sulla recente strategia della regione Puglia per attirare pugliesi di ritorno, studenti, nomadi digitali, startupper, investitori e artisti.
È proprio vero: se dal nord scendi verso la Puglia, al sud, il mare ti accompagnerà alla tua sinistra. Fa capolino in Emilia Romagna e, anche se gioca a nascondino ogni tanto, te lo ritrovi sempre a sinistra. Arrivati a Bari, basta poi seguire la costa per arrivare fino a Lecce. Sempre con il mare a sinistra.
Questa definizione mi ha fatto pensare a tutte quelle volte che da universitaria prendevo il treno per tornare a casa, a Ostuni. Ryanair non aveva ancora colonizzato i nostri cieli, quindi il mezzo più comodo per raggiungere Ostuni da Firenze, dove studiavo, era il treno. Almeno un cambio, con ore di attesa e tante ore di viaggio. E il mare a sinistra a farmi compagnia, rassicurante promessa per i pochi giorni previsti per il ritorno a casa.
Il Nord ricco di occasioni
Dopo l’università, ho girato un po’ di città, tutte più a Nord della Puglia, stabilendomi nell’età “adulta” a Milano. Milano piena di pugliesi e ostunesi, piena di noi terroni. Milano accogliente e respingente a fasi alterne, caotica ma interessante, viva. Tanto da offrire per chi cerca lavoro, cultura, divertimento, buon cibo, relax, natura (sì, parlo dei suoi parchi ma anche di laghi e montagne nei dintorni). Tutte cose che pensavo a Ostuni non si trovassero, complice anche la superficialità e cecità dei 20 anni (fai anche dei 30). Adesso mi sto pian piano ricredendo.
Ostuni con il mare di fronte


Ostuni non è più quella di una volta. Insomma, c’è ancora la cucina saporita “di una volta”, le bellezze naturali, le piazze dei paesini, le antiche costruzioni rupestri, il vento di tramontana. Ma il vento del cambiamento soffia ormai da diversi anni e i risultati si iniziano a vedere. Man mano la Puglia ha preso sempre più consapevolezza delle proprie risorse e inizia a farle fruttare, piccoli e grandi realtà si affacciano sulla scena e portano un valore aggiunto a chi vive qui e chi ci viene in vacanza o esplorazione. Ostuni non è più quel paesone spento d’inverno e acceso d’estate, ma si muove, a volte con disinvoltura, a volte a tentoni tra le strade che portano al miglioramento.
Nuove associazioni culturali organizzano eventi lungo tutto l’anno, il numero di manifestazioni pubbliche si amplia, i locali si differenziano nello stile e nel menu, l’amministrazione pubblica procede a ristrutturazioni di luoghi del cuore, a bonifiche di zone malmesse, solo per fare degli esempi.
Ed ecco che quell’idea inizia timidamente ad affiorare e, stranamente, a non sembrare assurda: perché non tornare? Perché non partire con il mare a sinistra per un nuovo ritorno, questa volta ben più lungo di un ponte del primo maggio? Lasciare il posto fisso nel marketing di banca, cambiare ambiente, amici, aria. Abbracciare Casa del Sud come nuovo lavoro e Ostuni come la mia vecchia nuova casa, con il mare di fronte, questa volta.
